
Il plastico di
Stefano (hrmiri)
Breve presentazione.
Ciao a tutti, mi presento, sono Stefano dalla provincia di Lecce.
La passione per i trenini credo di avercela sempre avuta fin dall’infanzia. Grazie al 50% del mio dna crucco sono sempre andato in vacanza in Germania e lì il fermodellismo è dappertutto. Anche nei negozi che poco hanno a che fare con questo hobby avevano un trenino che girava in vetrina!
-Primo treno
Credo di aver fatto gli occhioni più dolci del mondo, o probabilmente di aver stressato fino all’anima i miei ma riuscii ad ottenere uno starter kit… ero il bambino più felice del mondo!
Il primo trenino era un semplice cerchio in DC. Per un bambino di 6-7 anni era più che sufficiente per farmi passare le ore a vederlo girare ed immaginare storie ed inventare mille giochi.
-L’adolescenza
La voglia di ampliamento arrivò presto e, complice un plastico in disuso nelle vicinanze, venni introdotto nel mondo della AC. Da un semplice cerchio passai ad un doppio ovale con tronchino di stazione…. e anche per la pre-adolescenza i miei genitori trovarono il modo di farmi stare zitto e buono nel garage hehehe
Poi vennero gli anni dell’adolescenza vera e propria, gli amici, la moto, la conoscenza del gentil sesso e inesorabilmente la polvere!
-Post adolescenza
Dai 25 ai 30 anni venne ripristinato il plastico, senza paesaggio… solo i binari per farci girare il treno 5-6 volte l’anno… niente di che.
Il plastico, dalla scintilla ai giorni nostri
-La scintilla!
Sposato e con figli, una domenica pomeriggio decidiamo di andare a fare un giro al museo ferroviario di Lecce.
La sezione dei treni bella, affascinante… ma sinceramente la mia parte di bamboccione troppo cresciuto è tutta presa dai piccoli treni messi nelle bacheche, dai mini diorami incastonati qua e là nel museo, nei vagoni. La mente, completamente catturata da quelle fantastiche perle fermodellistiche, ritornava in pochi secondi alla mia infanzia e riportava alla mente belle emozioni.
Poi… eccola, la scintilla! Un batticuore insensato, inspiegabile, quasi primordiale mi pervase alla vista del plastico ferroviario da 14 metri che si trova alla fine del percorso museale.
Uno splendido tracciato di fantasia che richiama i paesaggi della mia puglia.
-Lo studio
Da quel giorno ho ricominciato ad interessarmi ai treni in miniatura.
Dove andare a prendere notizie, nozioni ed ispirazione? Naturalmente nello sterminato e selvaggio web!
Il mio girovagare mi ha portato, complice anche il sistema a tre rotaie della mia adolescenza, su questo sito.
Il sito e il forum 3rotaie sono … ehm… come ve lo spiego? Avete presente quel piccolo bar di paese frequentato solo da vecchi amici dove, anche se ci entri per la prima volta, ti fanno sentire immediatamente come uno di famiglia?
3rotaie è come quell’amico che sa tutto di tutto… chiedi nozioni sull’ elettricità? Dal digitale all’analogico… lui sa! Chiedi di tecniche pittoriche? Dall’aerografo al pennello a secco… lui sa! Chiedi del paesaggio? Dalla struttura alla punta delle montagne… lui sa!
-Il sogno
Il sogno di realizzare un Plastico con la P maiuscola iniziò, come un tarlo, a pervadere la mia testa.
Complice poi un evento singolare, cioè vincere un’asta su una nota piattaforma di e-commerce online, mi permise di avere per pochi euro 10 kg di nuovi binari e scambi per ampliare il layout.
Basta ovali, basta solo due treni che giocano a rincorrersi, basta analogico puro dove se sbagli gli scambi ottieni solo disastri… seppur spettacolari!
Allora che si fa? Una rudimentale conoscenza di arduino e sua programmazione mi spinse a sperimentare una sorta di controllo digitale dei blocchi. Cose semplici (ci ho messo “solo” un paio di mesi per renderla operativa) ma finalmente i treni marciavano nel mio ovale per i test in modo ordinato, uno in coda all’altro, senza scontrarsi.
Wow è fatta! (Che illuso hahaha)
Fortuna vuole che, sempre lui… l’amico che tutto sa!.. inizia a parlare di un software per la gestione del plastico. Rocrail! Ma quale fantastica magia è!? Cioè… mesi di sbattimenti a fantasticare sulla possibile gestione dei treni, la consapevolezza che sarebbe stato difficilissimo per me dato le mie inesistenti doti di programmatore ed eccolo là… tutto bello e pronto… bastava sedersi e gustare il piatto bello e pronto.
-La progettazione
Cominciai, come il più sovraeccitato bamboccione, a mettere binari per terra… a costruire possibili stazioni, immaginare elicoidali che andavano su e giù… lì per lì uno spasso, ma anche una perdita di tempo.
Per fortuna “quell’amico” che tutto sa mi suggerì metodi di progettazione un attimino più consoni e veloci… passai allora alla progettazione con apposito software.
Senza accorgermene i mesi passavano ed il progettino diventò presto molto progettone!
La “staffa di cavallo” che ne era uscita misurava circa 6metri per 9… lo spazio a mia disposizione c’è… quello che mi concederebbe la mia gentile metà no (ah! Le donne! Per fortuna c’è lei a contenermi un po’.)
Ridimensionato il progetto, 8 metri per 2 di profondità su 4 livelli… boom! E’ lui! Parto!
Nasce il plastico
-Il nome
Il nome, cose semplici, la fantasia mi distrugge… plastico HR-Miri. Prendi il cognome e aggiungici HR.
Che vuol dire HR? Non stiamo qua a spiegare… diciamo che è un nome d’arte che mi porto dietro armai da anni in vari ambiti ed è un tributo ad un artista che amo. Stop.
-Il progetto
Quota -440mm Stazione nascosta a sei binari, cappio di ritorno sulla destra, elicoidale sulla sinistra
Quota 0. Primo tratto del tracciato a vista. Si esce dalla galleria sul lato sinistro e si percorre un lungo rettilineo per poi rientrare in galleria e salire. Al ritorno le loco hanno la possibilità di entrare nello scalo merci. Tre binari a disposizione dove fermarsi e poi ripartire, oppure sganciare la loco per mandarla nelle officine per la manutenzione. I vagoni invece possono essere presi in custodia da un manovratore e condotti alla sella di lancio per lo smistamento e composizione di nuovi convogli…insomma, la parte divertente del plastico sarà tutta qua.
Quota +290mm.
Troviamo una stazione passeggeri a sei binari. In realtà i due fasci centrali saranno gestiti come linea principale quindi, salvo congestione del traffico, saranno solo binari di passaggio. Usciti dalla stazione ci si infila nuovamente in galleria sulla sinistra e si sale ancora.
Quota +450mm
Il treno sbuca da sinistra e percorre una tratta a binario unico, cavalca un improbabile ponte che fa tanto figo e si ri-infila nella montagna a destra. Qua, ben nascosto troviamo due binari dove far fermare i convogli per creare un po’ di alternanza di traffico. Uscendo dalla montagna si arriva alla seconda stazione passeggeri, una farlocca stazione di testa dove i treni entrano ma non escono… proseguiranno il loro cammino nella stazione/montagna per ritornare giù.
I render
Cosa? Non si capisce granchè!? Avete ragione!
Provo a mostrarvi quello che la mia mente ha partorito con qualche render brutto ma che meglio spiega quello che forse sarà.
Realizzazione
-Il telaio
Si comincia. Da dove? Dalla struttura ovvio!
Guardiamo un po’ come hanno fatto gli altri. Legno…legno! Ma io non so niente sulla lavorazione del legno!
Non mi sento a mio agio a lavorare con materiali che non conosco. Andrà a finire che, per non sbagliare, userò spessori spropositatamente enormi per non veder crollare il tutto. Quasi quasi…impara l’arte e mettila da parte si dice. Sai cosa? Io conosco il ferro…bello e resistente ferro…con una saldatrice in mano mi sento più a mio agio anziché colla e viti truciolari.
Parto! Per realizzare la struttura, opportunamente suddivisa in moduli per spostamenti futuri, userò un tubolare 15×15… sufficientemente robusto e leggero allo stesso tempo.
-Posa binari stazione nascosta
Si comincia con la posa dei primi binari nella stazione nascosta. Sotto ai binari ho inserito un tappetino usato dagli imbianchini per non sporcare per terra, sufficientemente sottile e sufficientemente morbido per attutire lo splendido sferragliare delle locomotive che, se appoggiate direttamente sul pannello in legno, verrebbe amplificato troppo.
Lo scalo merci
Finita la posa della stazione nascosta e dell’elicoidale si sale a quota 0 e si posa lo scalo merci. Segue di pari passo il cablaggio della linea elettrica di potenza dei trafo e anche il cablaggio dei sensori e relè che vengono comandati da rocrail.
Si passa alla sella di lancio

e alla rimessa delle loco con piattaforma girevole.
-elicoidale destra per salire alla stazione passeggeri


-Montagne e galleria
La costruzione del paesaggio non volevo cominciarla perché il plastico dovrà essere spostato, quindi meno roba c’è meglio è… ma purtroppo non riesco a stare fermo e la voglia di cimentarmi nell’ignoto ha vinto.
Ecco che cominciano a prendere forma le montagne e relative gallerie.
-Sperimentazione per il paesaggio…dalla stampa 3d all’incisione laser.
Continuando a provare sempre nuove modalità operative che mi permettano di ottenere risultati accettabili in tempi non biblici ho cominciato ad usare di tutto. Ho la stampante 3d! Usiamola…ecco pronti dei rulli con texture per creare dei muri dal das.
Sempre con la stampante ho creato delle colonne per rinforzare il muro.
Poi, grazie (o per colpa!?) dell’amico che tutto sa! Mi imbatto in un video dove noto un nuovo strumento usato per per creare oggetti utili per il plastico.Un incisore laser usato per creare la pavimentazione di una stazione …fantastico… pure io lo voglio!!! Cerca, informati, compra…fatto! Anche io mi butto a capofitto in quest’altra avventura.
Ecco la prima prova di banchina ferroviaria a spina di pesce…mi piace!
Quindi senza perdermi in chiacchiere inizio a “laserare” di tutto. Cominciamo con il legno con cui realizzo le banchine del mio scalo merci.
Prosegue la sperimentazione su altri materiali, la gommapiuma si presta benissimo ad essere incisa e tagliata. Via i muri ottenuti con il das!
Quindi, dal progetto datato ottobre 2023, ad oggi marzo 2025 è passato un po’ di tempo. I lavori proseguono a ritmi più blandi, ma proseguono.
Se siete riusciti ad arrivare fino a questo punto della lettura non resta che ringraziarvi del tempo dedicatomi… spero a breve di continuare con gli aggiornamenti fotografici.
Ancora grazie.
Stefano è risultato il vincitore dei nostri concorsi fotografici: